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Susanna Tamaro: per insegnanti e genitori, ecco perché l'ordine e la disciplina, prima a scuola e poi a casa, sono necessari per rispettare l'altro

Immagine del redattore: La RedazioneLa Redazione

Aggiornamento: 2 ore fa

La Tamaro con "il tuo sguardo illumina il mondo", la scoperta di essere Asperger, ci spiega come si può educare una generazione al rispetto dell'altro. Le figure chiave sono insegnanti e genitori...

La scrittrice Susanna Tamaro, in occasione della Giornata Mondiale dell'Autismo, ha colto l'occasione per fare chiarezza in merito ad una realtà riguardante ormai davvero tantissimi bambini, spiegando molto dettagliatamente cosa sia l'autismo, alla luce della sindrome di Asperger di cui lei stessa è affetta, attraverso un suo articolo redatto appositamente sul "Corriere della Sera".

"In questi anni sono stati compiuti dei grandi passi avanti, facendo finalmente crollare l’idea che la responsabile sia, tanto per cambiare, la madre: la famosa teoria della madre-frigorifero. La ricerca scientifica, infatti, ha svelato che esiste una base genetica del disturbo, sulla quale si sovrappongono fattori ambientali, primo fra tutti la presenza nel cervello neonatale di metalli pesanti. Accanto all’autismo grave — purtroppo abbastanza presto diagnosticabile — esiste una condizione molto più complessa da definire chiamata «sindrome di Asperger» o autismo ad alto funzionamento", in tal modo ha iniziato la sua considerevole riflessione la scrittrice.


"La prima cosa da dire è che l’autismo è un problema neurologico e non psicologico. Nel mio libro Il tuo sguardo illumina il mondo, in cui parlo proprio della mia scoperta di essere Asperger, scrivo che la nostra testa è come una scatola in cui i mattoncini del Lego sono in perenne e disordinato movimento: non si riesce a fare una casetta ma si può solo cercare di metterli ossessivamente in ordine. Questo disordine porta con sé un’esasperazione sensoriale che riguarda principalmente l’udito, la pelle, ma anche l’odorato. I rumori sono i nostri principali nemici e così tutto quello che riguarda il contatto fisico perché la sensibilità della pelle è direttamente collegata al cervello. In più, i bambini autistici non sono in grado di leggere le espressioni dei volti e questo è spesso uno dei primi campanelli d’allarme", così continua la sua disamina Susanna Tamaro.

Ecco allora l'importanza di comprendere fino in fondo come le persone autistiche soffrano di un problema neurologico e non psicologico, identificando i rumori quali loro principali nemici, e riscontrano delle difficoltà in merito al contatto fisico proprio perché la sensibilità della pelle è strettamente collega al cervello.

Tutto ciò però non deve indurre a pensare che le persone autistiche siano incapaci di instaurare dei rapporti umani perché ciò è profondamente sbagliato: hanno solo un modo diverso di viverli e l'affettività è una realtà "più complicata e imperscrutabile".

"Questo nostro mondo ha una porta di accesso, e per individuarla bisogna aver la pazienza di cercarla. È come se fossimo arrivati da un altro pianeta e dobbiamo fare un lungo apprendistato per capire cosa succede intorno a noi. La principale attività del nostro cervello è quella di creare continuamente griglie e schemi per cercare di mettere un po’ di ordine nella realtà circostante. Per capire meglio cosa intendo, immaginiamo di avere davanti una grande parete con tre porte: mentre le persone normali non avranno alcuna difficoltà a individuarle, una persona nello spettro non le vedrà ma ne scorgerà invece un’altra invisibile agli altri.

I tanto decantati superpoteri dell’autismo sono basati infatti su una capacità di creare collegamenti inediti e insoliti fra le cose e su una memoria eccezionale, non spendibile però in termini scolastici perché si comporta un po’ come un cavallo pazzo che segue strade note a lui soltanto. Il fatto che ci siano stati nella storia scienziati e artisti con questa sindrome ci conferma la loro predisposizione innata di intravedere nuove possibilità nel reale. Lo psichiatra Simon Baron-Cohen, che dirige il centro sull’autismo a Oxford, ipotizza che siano state proprio le persone Asperger ad aver guidato, negli ultimi settantamila anni, il progresso umano proprio per questa loro facoltà di aprire delle porte invisibili", queste le significative parole della scrittrice.

Occorre, pertanto, sensibilità e pazienza per entrare nel mondo di queste persone così uniche e speciali che hanno bisogno di attenzioni particolari per poter vivere serenamente, alla luce di una fragilità neurologica che potrebbe sicuramente rendere alcune situazioni più difficili da gestire.

"Non sopportiamo i suoni troppo alti, gli stimoli luminosi, la confusione visiva, per questo è molto complicato riuscire ad avere occupazioni normali ma, se veniamo messi in condizione adatte, siamo degli instancabili lavoratori, perché il perfezionismo e la ricerca del massimo fanno parte del nostro Dna.

Un esempio per tutti è il successo di PizzAut, la catena di pizzerie e ristoranti gestiti da persone autistiche. Penso ad esempio ai treni ad alta velocità in cui il continuo e inutile ripetersi degli annunci — peraltro già presenti sullo schermo — rende impossibili i nostri viaggi: se si può uscire da un bar, un ristorante, un negozio con la musica a palla, non altrettanto si può fare da un treno", così come ci spiega chiaramente Susanna Tamaro.


La scrittrice, da ultimo, pone l'attenzione anche sulla scuola, esponendo il suo pensiero in tal modo:

"Se io, negli anni Sessanta, sono riuscita a sopravvivere in classe è perché allora le elementari e le medie erano segnate da un ordine e da una disciplina assolute, e dunque dal silenzio: nessuno urlava, nessuno si agitava in maniera scomposta, nessuno faceva rumori con le sedie. Il disordine e il frastuono, infatti, aumentano in maniera esponenziale il nostro disagio sensoriale".

Occorre comprendere, pertanto, che la diversità è ricchezza e che la vita spesso non è una passeggiata sulla spiaggia in una giornata di sole ma possono verificarsi situazione avverse e vivere non significa eliminare i problemi ma crescere insieme imparando a risolverli.

di VALENTINA TROPEA





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