"La madre della giovane, che non era a conoscenza dell’organizzazione della gita, ha affermato: "Sono rimasta senza parole, non ne sapevo nulla…a noi nessuno aveva mai detto... "

Viviamo in un mondo nel quale si tende a primeggiare, dove la tecnologia fa incredibili passi da gigante, dove non si presta attenzione a quanti hanno bisogni educativi speciali. È quanto accaduto alla studentessa, con sindrome di down, alla quale è stato vietato di partecipare alla gita di classe a Vienna, perché la sua educatrice non poteva accompagnarla.
La madre della giovane, che non era a conoscenza dell’organizzazione della gita, ha affermato:”Sono rimasta senza parole, non ne sapevo nulla…a noi nessuno aveva mai detto niente, così ho telefonato subito all’insegnante di sostegno, dicendo che mia figlia sarebbe stata felicissima di partecipare alla gita a Vienna. Ma è stata proprio l’educatrice a comunicarmi che non avremmo potuto partecipare perché lei, che ha una madre malata da accudire, non poteva accompagnare mia figlia”.
Inoltre la madre della ragazzina ha proposto alla scuola di sostituire l’insegnante di sostegno facendosi carico delle spese aggiuntive (come era già accaduto), soluzione che è stata ovviamente bocciata:”Mi è stato detto che la gita sarebbe stata troppo stressante per mia figlia, il programma era troppo impegnativo. Per ovviare al problema mi sono proposta di sostituire io, a mie spese, l’insegnante di sostegno ma mi è stato comunicato che anche questo era impossibile, per una questione legata alle assicurazioni necessarie per il viaggio”.
Successivamente la donna è stata contattata da un professore che ha giustificato la questione affermando che si è trattato di in un malinteso:«La scuola pensava che fossi al corrente di tutto, e che, non essendoci l’insegnante di sostegno disponibile, avevamo accettato di fare un passo indietro.
Ma questo non è mai successo e devo dire che mi ha fatto un po’ perdere fiducia in queste persone».
La normativa vigente prevede che le gite scolastiche rientrano nel progetto educativo, quindi devono essere accessibili a tutti gli studenti, inclusi gli studenti con disabilità.
Una situazione certamente incresciosa che limita il diritto all’inclusione scolastica, ricordiamolo: l’inclusione scolastica è quel processo che coinvolge tutta la classe, i docenti, gli specialisti, il personale ATA e anche i genitori degli alunni. Ogni figura elencata è coinvolta in questo processo con il suo rispettivo ruolo. Qualcosa in questa circostanza non è andata per il verso giusto, l’auspicio è che queste situazioni che ledono l’inclusione scolastica non si verifichino più.
di NATALIA SESSA