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Sostegno INDIRE 40 CFU: il CSPI rileva FORTI CRITICITÁ in merito alle ATTIVITÁ INTERAMENTE ONLINE. Richieste MODIFICHE

Immagine del redattore: La RedazioneLa Redazione

È stato sottoposto all’esame del Consiglio Superiore della Pubblica istruzione lo schema di decreto ministeriale relativo ai «Percorsi di specializzazione sul sostegno attivati ai sensi dell’articolo 6 del...


È stato sottoposto all’esame del Consiglio Superiore della Pubblica istruzione lo schema di decreto ministeriale relativo ai «Percorsi di specializzazione sul sostegno attivati ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2024, n. 106».

Si tratta dei corsi di specializzazione affidati all’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) o alle Università, in autonomia o in collaborazione con l’INDIRE, rivolti ai docenti privi della specializzazione che abbiamo maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno nell’ultimo quinquennio.

I corsi, come delineati nella bozza di decreto, dovrebbero avere un peso formativo pari a 40 CFU, e dovrebbero prevedere l’erogazione delle attività didattiche interamente in modalità telematica.

La durata non potrà essere inferiore a 4 mesi; le assenze tollerate nella misura del 10% delle attività formative, mentre gli esami si svolgeranno in presenza.


Alla luce dell’analisi del testo, il CSPI ha innanzitutto rilevato come le modalità di erogazione delle attività formative, che si prevedono interamente on line, seppur in modalità per lo più sincrona, rappresentino una forte criticitàla modalità telematica sottrae alla formazione la dimensione dell’interazione diretta con docenti e colleghi e quindi abbassa la qualità dei percorsi.

Di contro, l’attività in presenza favorisce un apprendimento più dinamico e collaborativo, facilitando la comprensione e la risoluzione di dubbi in tempo reale; consente più coinvolgimento e concentrazione, grazie a una migliore immersione nei contenuti didattici, in particolare quando si tratta di esercitazioni pratiche e laboratori. È evidente quindi che quest’ultima modalità sarebbe quella auspicabile.


Il Consiglio ha sottolineato la distanza, in termini di peso e caratteristiche, tra il percorso proposto ed i corsi di specializzazione nel sostegno didattico attivati sino ad oggi ai sensi del D.M. 249/10.


È stata inoltre rilevata una difformità nei costi tra corsi rivolti ai docenti triennalisti e corsi rivolti ai docenti con titolo estero in attesa di riconoscimento, più favorevoli per questi ultimi.

Infine l’organismo ha messo in evidenza come proprio le modalità telematiche possano determinare una risposta inefficace ai bisogni di formazione di quei territori in cui più forte è la presenza di docenti privi della specializzazione, a causa della carenze dell’offerta formativa di corsi del TFA sostegno.

Il Ministero, con questo provvedimento, ha assunto un approccio legato a logiche di emergenza: occorre invece ragionare in prospettiva, per delineare un sistema di formazione strutturato in grado di programmare un’offerta formativa di qualità e rispondente al reale fabbisogno del Sistema scolastico.


Per questo il CSPI ha vincolato il parere all’accoglimento di sostanziali modifiche al provvedimento, che possano rafforzare la qualità dei percorsi, lo spessore del profilo del docente specializzato e, di conseguenza, la tutela della qualità del sistema di istruzione nel garantire il diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità.




di VALENTINA TROPEA

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