"Gli insegnanti precari con supplenza annuale sono “comparabili con i docenti in ruolo” e hanno quindi pieno diritto ad accedere alla Carta del docente che..."
Gli insegnanti precari con supplenza annuale sono “comparabili con i docenti in ruolo” e hanno quindi pieno diritto ad accedere alla Carta del docente che garantisce “sostegno alla didattica annua” attraverso uno “speciale beneficio” che anche il legislatore ha voluto mai sottrargli: lo scrive il Tribunale di Vicenza, prima sezione Civile, citando la Cassazione, a seguito dell’esame del ricorso presentato dai legali Anief in difesa di
una docente a cui per tre anni (2019/2020, 2021/2022 e 2023/2024) è stata negata la card per l’aggiornamento professionale, malgrado avesse “ricevuto incarichi annuali (termine al 31.8) o incarichi fino al termine delle attività didattiche (30.6)”.
Il giudice ha esaminato le richieste, la normativa e la giurisprudenza per arrivare alla conclusione di condannare il Ministero “a costituire in favore della parte ricorrente, ai sensi degli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n.281 del 1-12-2016), una Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito sulla detta Carta della somma pari a complessivi euro 1.500,00. Di tale somma la parte ricorrente potrà fruire con le modalità e i limiti di cui all’art. 1, co. 121 e ss. l. n. 107/2015”.
Per arrivare a tale conclusione, il giudice ha rimarcato che “nell’ambito dell’indagine è indispensabile tener conto dei principi di diritto enunciati dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione (sent. n. 29961/2023, cui si rinvia ai sensi dell’art. 118, disp. att. c.p.c.), che ha innanzitutto chiarito che “sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, “anche stavolta il parere favorevole della Suprema Corte di Cassazione sulla Carta del docente ha permesso di attuare il risarcimento chiesto dai nostri avvocati in difesa di un insegnante discriminato. La presentazione del ricorso gratuito attraverso il nostro sindacato Anief si conferma pertanto sempre più vincente. È bene sempre che però i supplenti o ex precari non aspettino troppo tempo, perché rischierebbero di incappare nella prescrizione che scatta dopo cinque anni dalla sottoscrizione del contratto a tempo determinato”, conclude Pacifico.
LE CONCLUSIONI DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO DI VICENZA
PQM
Il giudice, definitivamente decidendo, ogni diversa domanda, istanza ed eccezione disattesa o assorbita:
- condanna il Ministero a costituire in favore di parte ricorrente, con le modalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’art. 1, co. 121 l. n. 107/2015, con accredito/assegnazione della somma pari a complessivi euro 1.500,00 da spendersi non oltre il 24° mese decorrente dalla data di costituzione della carta stessa;
- condanna il Ministero alla rifusione delle spese di lite in favore della parte
ricorrente, che liquida in euro 600,00 oltre spese generali, iva e cpa, con
distrazione della somma in favore del procuratore antistatario.
di LA REDAZIONE