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Carta del docente ai precari, negarla ai supplenti va contro la Costituzione. A Velletri ricorso vinto dai legali Anief: il Ministero condannato a pagare 1.000 euro più spese

Immagine del redattore: La RedazioneLa Redazione

"Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ricorda che “sulla Carta del docente da dare o meno ai precari ..."

Stop a dubbi o incertezze: sulla card del docente da 500 euro l’anno “va disapplicato l’art. 1, co. 121, della L. n. 107/2015 e s.m.i., nella parte in cui esclude dalla fruizione della c.d. “Carta del docente” ivi prevista i docenti che, pur non essendo di ruolo, hanno prestato servizio in forza di incarichi annuali (fino al 31 agosto dell’a.s.) o in forza di incarichi fino al termine delle attività didattiche (cioè fino al 30 giugno dell’a.s.)”.


A scriverlo è il tribunale di Velletri che nell’esaminare il ricorso presentato dai legali Anief - in difesa di un insegnante che ha svolto due supplenze annali, negli anni scolastici 2022/23 e 2023/24 – ha accolto la richiesta condannando l’amministrazione a pagare al precario i 1.000 euro della Carta del docente. Il tribunale di Velletri è andato anche a controllare quanto previsto dal Contratto di lavoro, scoprendo che “il CCNL di comparto prevede che l’amministrazione scolastica è tenuta a fornire gli strumenti, le risorse e le opportunità che garantiscano la formazione in servizio di tutto il personale docente, senza fare alcuna distinzione fra il personale docente di ruolo e il personale docente non di ruolo”.


E che “la giurisprudenza maggioritaria ha chiarito, riguardo alla questione controversa in questa sede, che la limitazione ai soli docenti di ruolo della previsione di una forma di sostegno economico correlata alla formazione professionale costituisce una palese discriminazione a danno dei docenti non di ruolo, in collisione con i precetti costituzionali degli artt. 3, 35 e 97 Cost., poiché attua un illegittimo “sistema di formazione a doppia trazione”.

Dopo avere ripercorso le posizioni del Consiglio di Stato, della Corte di Giustizia Ue e della Cassazione, tutte favorevoli ai precari, giudice del lavoro di Velletri si è soffermato su quanto stabilito di recente dalla “Suprema Corte (cfr. Cass., ord. 19/03/2024, n. 7254) che – nell’escludere la necessità di procedere a un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea al fine di chiarire se sussistano ulteriori ipotesi di incarichi temporanei di docenza dai quali discende (per effetto dell’applicazione del principio di non discriminazione di cui alla clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato del 18/03/1999, allegato alla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’Unione Europea) il diritto alla “Carta del docente” prevista dalla normativa nazionale – ha riconfermato l’orientamento di cui alla pronuncia sopra ricordata (cfr. Cassazione civile sez. lav., 27/10/2023, n. 29961)”.


Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ricorda che “sulla Carta del docente da dare o meno ai precari ancora una volta un tribunale del lavoro ha ripercorso fedelmente quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, dalla Corte di Giustizia Europea e dal Consiglio di Stato: un supplente ha svolto almeno 150 giorni di supplenza negli ultimi cinque anni scolastici precedenti, come pure in quello attuale 2024/25, ci sono i presupposti per presentare ricorso gratuito con Anief, così da potere farsi assegnare fino a 3.500 euro più gli interessi maturati. Il ricorso è presentabile anche quando le supplenze sono brevi e saltuarie, l’importante è che non si superino i 5 anni dalla stipula, altrimenti il ricorso cade in prescrizione”.


CONCLUSIONI DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO DI VELLETRI

P.Q.M.

- disapplicato l’art. 1, co. 121, della L. n. 107/2015 e s.m.i., nella parte in

cui esclude i docenti non di ruolo, con incarico fino al termine

dell’anno scolastico o fino al termine delle attività scolastiche,

dall’erogazione della c.d. “Carta del docente” ivi prevista, dichiara il

diritto della parte ricorrente a ottenere l’erogazione dei relativi buoni di

spesa per la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione

professionale del docente in riferimento agli aa.ss. indicati in

motivazione, per un importo complessivamente pari a euro 1.000,00;

- per l’effetto, condanna la parte convenuta a emettere, in favore della

parte ricorrente, i predetti buoni di spesa, nella misura sopra indicata,

tramite le modalità previste dall’art. 5, del D.P.C.M. n. 32313 del

23.09.2015;

- condanna la parte convenuta al pagamento delle spese processuali in

favore della parte ricorrente, che liquida, previa compensazione

parziale, in euro 400,00, oltre accessori di legge (spese generali al 15%,

IVA e CPA), da distrarsi, ove richiesto, in favore dei procuratori dichiaratisi antistatari.

Per ulteriori informazioni sul ricorso gratuito con Anief cliccare qui.

di LA REDAZIONE

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